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Un Briziarelli per ogni palato.


In equilibrio tra tradizione e innovazione, la nostra "carta" dei vini comprende tre linee:

Classica, Storica e Millesimato.

Per un’esperienza organolettica in grado di soddisfare tutti i gusti.



 

Il sagrantino.


Il Sagrantino di Montefalco è tra i vini rossi più antichi d’Italia.
Alcune fonti della storia narrano che intorno al 1.400 alcuni frati missionari seguaci di San Francesco, giunti in Asia Minore, fossero rimasti affascinati assaporando questo vino e avessero deciso di importare il vitigno in Italia, per farlo conoscere ai loro confratelli di Assisi. Così le radici del vitigno viaggiarono a lungo e approdarono in Umbria.
Il nome Sagrantino sarebbe riconducibile ai Sacramenti in quanto l’uva era coltivata dai frati che ne ricavavano un passito destinato ai riti liturgici (da cui il nome che richiama la sacralità).
Non mancano i sostenitori dell’origine autoctona, che lo vorrebbero ottenuto da cloni locali.
Sarebbe nato dai vitigni dell’Umbria, cuore della penisola, tra colline, torri, borghi e castelli medioevali.
Nel Rinascimento il vino di Montefalco è ormai noto e apprezzato come vino di pregio, tanto che nel 1565 il Provveditore della fortezza di Perugia, Cipriano Piccolpasso, lo cita nella relazione dello Stato Pontificio destinata al Papa. Si può quindi affermare con certezza che il Sagrantino abbia almeno più di quattrocento anni, poiché in un documento manoscritto conservato presso l’Archivio Notarile di Assisi, si trova la prima citazione dell’uva Sagrantino.
Altro personaggio curioso nella storia del Sagrantino di Montefalco è il cardinale Boncompagni, legato di Perugia, che nel 1622 promosse severe sanzioni per chi fosse stato colto nell'atto di tagliare una pianta d'uva: la pena massima poteva essere addirittura la forca.
Nel 1925 cominciano ad arrivare riconoscimenti per il Sagrantino; alla Mostra enologica dell’Umbria, Montefalco è definito il centro vinicolo più importante della regione.
Il Sagrantino ottiene il riconoscimento della DOC nel 1979 - poi divenuta DOCG nel 1992. Viene istituito un suo consorzio di tutela già dal 1981.



Disciplinare del Sagrantino di Montefalco

La Denominazione di Origine Controllata e Garantita "Montefalco Sagrantino" è riservata al vino rosso, nelle tipologie “Secco” e “Passito” che deve essere ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti composti esclusivamente dal vitigno “Sagrantino” coltivati nell'intero territorio del Comune di Montefalco e parte del territorio dei Comuni di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell'Umbria ubicati nella provincia di Perugia.
La produzione massima di uva ad ettaro ammessa è di 80 ql/ha e resa massima dell’uva in vino al 65%. Il coefficiente di acidità minima deve essere pari a 4,5g/l e la quantità di alcool minimo non deve essere inferiore ai 13,00% vol.
Il vino "Montefalco Sagrantino" nelle tipologie Secco e Passito deve essere sottoposto ad un periodo di invecchiamento obbligatorio di almeno 33 mesi, a decorrere dal 1° dicembre dell’anno di produzione delle uve, di cui - per la sola tipologia Secco - almeno 12 mesi in botti di rovere di qualsiasi dimensione e non può essere immesso al consumo se non dopo aver effettuato un ulteriore periodo di affinamento in bottiglia di almeno 4 mesi.
Il colore è rosso rubino intenso, talvolta con riflessi violacei e tendente al granato con l'invecchiamento. Le caratteristiche organolettiche che ne risultano sono: per il secco odore delicato, caratteristico, che ricorda quello delle more di rovo; il sapore è asciutto, armonico. L’aroma è molto persistente al naso con tipici sentori di more di rovo, prugna e cuoio che si legano perfettamente con la vaniglia data dal legno. Il gusto è possente, morbido e vellutato.  E’ un vino da lungo invecchiamento grazie al suo corredo di antiossidanti naturali: almeno 10-15 anni.

Nel passito il colore è rosso rubino carico, talvolta con riflessi violacei e tendente al granato con l'invecchiamento, mentre l’odore è delicato, caratteristico che ricorda quello delle more di rovo; sapore: abboccato, armonico, gradevole.

Disciplinare del Rosso di Montefalco

La denominazione “Montefalco”, seguita dalla specificazione Rosso e Rosso Riserva, è riservata ai vini ottenuti dalle uve provenienti dai vigneti composti prevalentemente dai vitigni “Sangiovese” dal 60% al 80%, da uve “Sagrantino” dal 10 al 25%.
Possono concorrere alla produzione di detto vino le uve a bacca rossa, non aromatiche,
provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione nell’ambito della Regione Umbria.

 

La zona di produzione comprende i terreni vocati alla qualità dell'intero territorio del Comune di Montefalco e parte del territorio dei Comuni di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell'Umbria ubicati nella provincia di Perugia.
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti devono essere quelle tradizionali della zona e, tutti i vigneti devono essere adatti, per giacitura ed esposizione, ad una viticoltura di qualità.
Sono da escludere i terreni eccessivamente umidi o insufficientemente soleggiati.

La densità di impianto per i nuovi impianti e reimpianti effettuati dopo l’entrata in vigore del nuovo disciplinare, dalla vendemmia 2016, non può essere inferiore a 4.000 ceppi per ettaro.
La Doc “Montefalco” Rosso può essere immesso al consumo a partire dal 1° maggio del secondo anno successivo a quello di vendemmia solo dopo aver trascorso un periodo di invecchiamento obbligatorio di almeno 18 mesi.
La Doc “Montefalco” Rosso Riserva può essere immesso al consumo a partire dal 1° maggio del terzo anno successivo a quello di vendemmia, solo dopo aver trascorso un periodo di invecchiamento obbligatorio di almeno 30 mesi, di cui 12 in botti di legno di qualsiasi dimensione.
I periodi di invecchiamento decorrono dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve. Ai
fini della vinificazione della tipologia “Montefalco” Rosso Riserva le relative uve devono essere
oggetto di specifica denuncia annuale e sui relativi registri di cantina deve essere indicata la
destinazione delle uve medesime.

All’atto dell’immissione al consumo, quindi, i vini devono rispondere alle seguenti caratteristiche:

“Montefalco” Rosso:
Colore: rosso rubino.
Odore: caratteristico, fruttato.
Sapore: secco, armonico, di giusto corpo.
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol.
Acidità totale minima: 4,5 g/l.
Estratto non riduttore minimo: 23,0 g/l.

“Montefalco” Rosso Riserva:
Colore: rosso rubino tendente al granato con l’invecchiamento.
Odore: intenso, fruttato, talvolta con note speziate e balsamiche.
Sapore: secco, armonico, di buona struttura, persistente.
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50%.
Acidità totale minima: 4,5 g/l.
Estratto non riduttore minimo: 23,0 g/l.

Il Montefalco Rosso presenta un colore rosso rubino intenso e brillante con sfumature violacee.
Le caratteristiche organolettiche che ne risultano sono: odore caratteristico, fruttato; sapore secco, armonico e di giusto corpo. L’aroma è molto persistente al naso con tipici sentori di frutti di bosco, lampone e mirtillo che si legano perfettamente con la vaniglia data dal legno. Il gusto è pieno e leggermente tanninico. E’ un vino con capacità di invecchiamento che può
evolvere in bottiglia, se ben conservato, per 5 e più anni.
Il “Montefalco” Rosso Riserva ha odore intenso, fruttato, talvolta con note speziate e balsamiche. Sapore secco, armonico, di buona struttura, persistente.